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L’impresa sostenibile. Quando profitto, inclusione e ambiente si tengono per mano

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di Guido Zilli, responsabile sostenibilita’ per Gruppo Dani e coordinatore del progetto greenLIFE.

 

La sostenibilità è un ponte per il successo aziendale? I numeri sembrano dire di sì.

Proviamo a guardarci dentro.

Le aziende più attente ai fenomeni in corso integrano all’interno della loro gestione buone prassi riguardo ai fattori ambientali, sociali e di governance (in inglese: Environmental, Social and Governance, sintetizzati nell’acronimo ESG, utilizzato nel seguito).

In qualche caso le prassi evolvono e si trasformano fino a diventare un elemento portante della strategia aziendale.

Non una visione naif dell’economia di un’azienda, ma la coscienza di un ruolo positivo e propositivo per le imprese in un contesto sempre più complesso, dinamico, pieno di incognite. Dove una gestione sostenibile diventa cruciale per acquisire un vantaggio competitivo.

LA PERFORMANCE DELLE IMPRESE ESG

I risultati di varie ricerche evidenziano una correlazione positiva tra redditività d’impresa e rating ESG.

Tra queste, un’analisi del 2018 condotta dal Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale e Banor SIM ha preso in esame le imprese inserite nell’indice Stoxx® 600, rappresentativo di 600 titoli azionari di imprese appartenenti a 17 nazioni europee.

Nel periodo 2012-2017, le imprese appartenenti al quartile con il rating ESG più elevato hanno evidenziato una performance media annua del 13,2%, contro il 12,3% e l’11,3% delle imprese con medio e basso rating ESG; senza rilevare differenze significative nella volatilità dei rendimenti, espressione del livello di rischio.

Restringendo l’analisi alle imprese del settore industriale, gli autori osservano che le imprese con alto rating ESG sono le migliori per quanto riguarda la crescita del fatturato e l’incremento della marginalità. Trova spazio l’idea che una gestione attenta agli aspetti ambientali, sociali e di governance non sia affatto in antitesi con soddisfacenti risultati reddituali e finanziari.

EVENTI ESTREMI E RESILIENZA DELLE IMPRESE ESG

Interessante è anche l’evidenza fornita dalla società di investimenti Blackrock riguardante i risultati a livello globale dei principali indici ESG rispetto ai corrispondenti indici non ESG nel corso del primo quadrimestre 2020, già in piena emergenza Covid-19.

A parità di livello di rischio, quasi il 90% degli indici ESG ha ottenuto migliori rispetto ai corrispondenti non ESG, confermando i risultati già osservati in precedenti fasi recessive dei mercati. Questi risultati sembrano confermare le buone capacità di resilienza delle imprese con buoni rating ESG, che dovrebbero essere in grado di rispondere alle sfide che il futuro proporrà. Anche in questo caso, emerge una correlazione positiva tra rating ESG, qualità delle relazioni con i clienti, soddisfazione del personale, efficacia dei processi decisionali, cultura d’impresa e performance aziendale. A lasciar intendere che sia l’approccio complessivo ad essere vincente e non tanto i focus su specifiche aree.

COSTO DEL DEBITO E IMPRESE ESG

Anche per quanto riguardo l’accesso al debito le imprese con alto rating ESG sembrano trovare condizioni più favorevoli rispetto alla media.

Va osservato che le condizioni di accesso al credito sono influenzate da fattori esterni legati al contesto nazionale e settoriale in cui opera un’impresa; a titolo di esempio è ragionevole pensare che in prospettiva le imprese appartenenti a settori caratterizzati da un’elevata impronta di carbonio pagheranno tassi di interesse più elevati.

Detto questo, le imprese ESG presentano normalmente una migliore consapevolezza e capacità di gestione dei rischi a cui si può ricollegare una migliore capacità di rimborso del debito e, quindi, un premio al rischio più basso.

In questo contesto risultano interessanti i casi di aziende che hanno contratto prestiti in cui sono all’opera meccanismi che collegano il costo del debito alle performance di sostenibilità. Nel 2017 Philips ha negoziato con un consorzio di banche un prestito quinquennale di 1 Mld di Euro che collega la variazione dei tassi di interesse alle perfomance annuali di sostenibilità. Quando queste salgono i tassi scendono e viceversa.

ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI

La società chiede alle imprese di essere sempre più attente al contesto ambientale e sociale, di farsi carico non solo di obiettivi economici, ma anche di traguardi sociali e ambientali.

Investitori, istituzioni finanziarie e, in generale, quanti saranno interessati ad investire, direttamente o tramite intermediari, nelle imprese cercheranno un ventaglio di informazioni sempre più articolato per capire le prospettive a lungo termine di un’impresa e fare scelte oculate. Alle imprese sarà richiesto di essere sempre più trasparenti, aperte al dialogo e capaci di comunicare. Strumenti quali il bilancio di sostenibilità, le metodologie di calcolo dell’impronta climatica quale la Life Cycle Assessment, l’analisi di materialità e le certificazioni ambientali di prodotto troveranno sempre più spazio nella vita quotidiana, sia per indirizzare e monitorare le scelte d’impresa sia per comunicare impegni e risultati ai propri stakeholder.

Per le imprese è essenziale la capacità di percepirsi ed agire come istituzioni sociali multidimensionali, capaci di coniugare ed alimentare reciprocamente protezione delle risorse naturali, valorizzazione del proprio personale, inclusione sociale e territoriale, redditività degli investimenti.

Questa è la via per evolvere con successo nel contesto che sta maturando e dare un contributo positivo alla società ed all’ambiente.

 

 

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