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Mauricio Herzovich: “Il complesso d’inferiorita’ dell’industria della pelle”

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20 Marzo 2020. Intervista con Mauricio Herzovich, Cuero America.

GL Considerando le costanti minacce che provengono dall’uso di materiali alternativi, i malintesi sulla loro “naturalità’”, le tematiche legate al benessere degli animali e le preoccupazioni ambientaliste che la pelle sta affrontando, quali sono secondo lei le prospettive di questo settore per i prossimi 10 anni?

Mauricio Herzovich. La più grande minaccia per l’industria della pelle è la disinformazione e il “complesso di inferiorità” dell’industria conciaria. Ci sono alcuni gruppi di pressione che si definiscono “protettori degli animali” e agiscono con grande astuzia, essenzialmente per incrementare i loro fondi. Non criticano mai la potente industria della carne, ma solo le concerie. È come ignorare quelli che scaricano i rifiuti e attaccare invece quelli che li raccolgono per il loro riciclo. Sappiamo che le concerie hanno impattato sull’ambiente con leggerezza per molti anni. Un atteggiamento folle, similarmente e in contemporanea al resto delle industrie del pianeta. Oggi, tuttavia, l’industria conciaria è una delle più sostenibili. Altri settori che inquinano molto di più, raramente sono messi in discussione dagli ambientalisti. Considerare la plastica come un gradito sostituto della pelle e promuoverla con successo come “pelle ecologica” ha del “miracoloso”. Senza dubbio questo è un insulto all’intelligenza. Come sempre, il modo migliore è realizzare potenti campagne di informazione e rendere manifeste le manovre di chi sta mentendo.

GL Come prevede che l’industria della pelle globale evolverà nel prossimo futuro? 

MH. È inevitabile menzionare il coronavirus, che genererà almeno quest’anno un duro colpo per l’economia mondiale, poiché la Cina è il motore dell’attività manifatturiera e questa epidemia avrà un impatto globale. Più specificamente, non è difficile prevedere che il consumo di carne non diminuirà, quindi possiamo aspettarci almeno una equivalente disponibilità di pelli grezze. Per eliminare più di 7.000 tonnellate di pelli senza inquinare, dovranno continuare ad essere conciate e noi potremo continuare a goderci questo materiale comodo, bello, resistente, durevole e biodegradabile. Per quanto riguarda la produzione, penso che la materia prima pelle debba essere lavorata nel suo luogo di origine. Se i rispettivi governi si preoccupassero di difendere le loro materie prime, ovviamente il Sud America e l’Africa riacquisterebbero importanza. D’altro canto, il calo del consumo di imbottiti in pelle da parte dell’industria automobilistica, potrà generare una maggiore disponibilità e quindi un calo dei prezzi, che potrebbe indurre un forte recupero del suo utilizzo per l’abbigliamento, la calzatura e la pelletteria. Molte tendenze moda per il 2020/2021 lo stanno già dimostrando. Questa evoluzione potrebbe essere gestita meglio da concerie di piccole e medie dimensioni. Vorrei chiarire che queste riflessioni non considerano i prodotti di lusso che hanno dinamiche molto diverse. In questo ambito, il marketing è essenziale e il costo della materia prima ha un’influenza solo marginale.

GL Come viene considerata la pelle nella sua cultura?

MH. Sono argentino e vivo a Buenos Aires, quindi – nonostante l’influenza di altre tendenze che i grandi media promuovono a fini commerciali – vivo immerso in una cultura dove la pelle ha un valore in sé. Ma ci sono fattori che stanno facendo cambiare questa percezione. Come in tutto il mondo, l’idea che un derivato del petrolio sia considerato “ecologico” sta permeando alcune menti. Qui, troppi conciatori non prendono posizione per difendere i loro investimenti nell’ambito della cura ambientale e lasciano circolare sciocchezze, senza osare opporsi. Un altro aspetto chiave – e questo ha un ruolo nel processo decisionale di molti – è l’enorme differenza di prezzo tra i prodotti in pelle realizzati in Argentina e un equivalente cinese, realizzato con qualsiasi altro materiale. Il portafoglio impoverito dell’argentino medio, molto spesso, non può permettersi il meglio.

GL Come rappresentante dei media, come consiglierebbe alle concerie di comunicare pensando ad una audience non specializzata? Quali potrebbero essere i messaggi chiave per stabilire e mantenere un’attitudine favorevole del pubblico nei confronti della pelle?

MH. Per decenni ho incoraggiato le concerie e le loro associazioni ad essere proattivi  per contrastare la pressione esercitata da alcuni media e gruppi che non rappresentano nessuno, ma hanno un buon marketing e sfruttano la pigrizia di alcuni nel pensare criticamente rispetto a ciò che ascoltano. L’industria italiana è stata attiva nel promuovere il valore della pelle, ma penso che l’intensità delle loro azioni sia diminuita. Negli ultimi anni, l’industria conciaria in Brasile (CICB) ha fatto un buon lavoro. Solo recentemente, “Leather Naturally” sta facendo un lavoro di qualita’ con i budget adeguati, e sta ottenendo un riconoscimento a livello globale. È terrificante rendersi conto che ci sono organizzazioni ambientaliste che sono diventate società prospere e acquistano azioni delle stesse società che criticano. Per questo motivo, è incredibile che un’industria all’avanguardia come quella della pelle, che risolve un problema ambientale, genera prodotti che migliorano la vita delle persone, migliaia di posti di lavoro e ricchezza per la società, si lasci colpire. Bisogna fare affidamento sui media specializzati del settore, che sanno di cosa stanno parlando e supportarli per estendere la loro capacità di comunicazione ai consumatori. E lavorare con stilisti e designer per ottenere, anche per la pelle, ciò che ha raggiunto il denim: essere sempre alla moda.

 

Mauricio Herzovich ha 72 anni. Mauricio è sempre stato a contatto con il settore della pelle perché il padre aveva una fabbrica di pelletteria. Dopo anni di lavoro in varie redazioni, Mauricio ha deciso di riconnettersi con il settore, ma dal punto di vista  del suo lavoro di giornalista. Per quasi vent’anni Mauricio è stato redattore di riviste per associazioni di categoria argentine (calzature, pelletteria, tecnologia della pelle), in seguito ha lavorato per molti anni nella rivista inglese Leather International e nella sua edizione spagnola, Curtido y Calzado. Mauricio Herzovich ha rappresentato fiere come Semaine du Cuir (Parigi), Panamerican Leather (Miami) e APLF (Hong Kong) in Sud America. Herzovich ha anche creato un programma radiofonico per il settore e cura, da più di 20 anni, i contenuti editoriali del suo sito web CueroAmérica (www.cueroamerica.com).

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