Inspiration for a greener tanning industry from the Arzignano tanning district.

Il tallone d’Achille del Distretto della Concia vicentino: verso una soluzione

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13 Nov 2019. Un bando da 530 milioni di euro, scadenza il 23 dicembre 2019, per l’individuazione di un partner tecnico che avrà il compito di progettare, realizzare un impianto e gestire i fanghi essicati fino al 2050. La gara è stata approvata all’unanimità da Cda e Assemblea dei soci di Acque del Chiampo Spa e Medio Chiampo Spa lo scorso 31 luglio.

Solo una visione concertata può portare ad una soluzione della questione fanghi. È ciò in cui crede fermamente Andrea Pellizzari, sin da quando, nel 2017, ha assunto l’incarico di amministratore delegato di Acque del Chiampo. Tra i temi prioritari posti dai Soci in capo alla sua gestione, la spinosa questione della presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nelle acque e, appunto, l’altrettanto dibattuto problema della gestione dei fanghi essiccati, prodotti dagli impianti di depurazione delle acque reflue a servizio del sistema industriale e civile dell’area del Consiglio di Bacino della Valle del Chiampo.

Un problema che non può più essere risolto solo con il conferimento in discarica che, oltre a registrare gli spazi in via di rapido esaurimento, non è ritenuto più, anche dalle direttive europee, la modalità prioritaria per la gestione dei rifiuti.

Ereditato l’impegno assunto sin dal 2005 con l’Accordo di Programma firmato da Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto e Autorità locali per risanare il sistema fluviale del Fratta Gorzone, Acque del Chiampo ha lavorato per formulare un bando pubblico, internazionale, per trovare una soluzione tecnologicamente avanzata e ad alta sostenibilità ambientale.

L’iter ha coinvolto tutte le municipalità interessate, con oltre 30 incontri nei Comuni Soci, durati mesi.

Pellizzari spiega: “Il dialogo con le persone, non solo con i rappresentanti istituzionali ma anche con i molti cittadini presenti in occasione dei consigli comunali e delle consultazioni pubbliche è stato intenso, opportuno e costruttivo. Mi sono reso conto della poca conoscenza ed errata percezione, in molti casi, in merito al tema della gestione dei fanghi. Ad esempio, a molti cittadini sembrava un problema in capo esclusivamente agli industriali. Ma così non è. Si tratta infatti di fanghi di provenienza anche dalla depurazione delle acque prodotte dagli insediamenti civili. Sulle tecnologie utilizzabili, c’è stato molto dibattito, ma spesso ostico per la complessità tecnica ed ingegneristica. È mio impegno, alla scadenza del bando, informare sulle opzioni ricevute dalle aziende che risponderanno al bando di gara europea, per fornire la massima chiarezza e condivisione su aspetti tecnici e tecnologie adottate. Ovviamente c’è stato dibattito sulla localizzazione del nuovo impianto: su questo abbiamo confermato che, di fatto, essendo necessarie per le indispensabili economie di scala, ulteriori 15.000 tonnellate di fanghi da trattare oltre alle 35.000 prodotte dai nostri impianti di depurazione di Arzignano e di Montebello Vicentino, gestiti rispettivamente da Acque del Chiampo e Medio Chiampo, bisogna individuare un’area esterna al nostro territorio che le abbia a disposizione e quindi in quel luogo sarà posta l’opera”.

Chi pagherà per il nuovo impianto? “Anche questo tema è stato molto sentito e abbiamo rassicurato, sia durante conferenze, sia a mezzo stampa, sia durante varie Consulte degli Utenti, che non ci saranno aumenti delle tariffe per gli utenti industriali ma eventuali adeguamenti in base ai costi sostenuti per la gestione dell’impianto”.

Acque del Chiampo ha di recente festeggiato i suoi 45 anni dalla fondazione.

“La mostra fotografica realizzata per celebrare l’anniversario evidenzia chiaramente cosa significava negli anni Settanta vivere senza un depuratore. Industrie e ciminiere in centro ai paesi, acque variopinte dagli inquinanti, un territorio insalubre. In quegli stessi luoghi oggi, ad esempio, c’è una pista ciclabile dove prima c’era una discarica. La tecnologia e la lungimiranza di allora ci hanno salvati e la tecnologia e la capacità di leggere il futuro ci salveranno ancora”. Pellizzari conclude: “Sicuramente il bando ha questo scopo, il tempo scorre inesorabile e noi dovevamo agire, rapidamente”.

Il bando è stato pubblicato lo scorso 6 agosto in Gazzetta europea ed è consultabile a questo link.

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