Inspiration for a greener tanning industry from the Arzignano tanning district.

Macilotti: “Il sistema rischia il collasso se non si trova una soluzione alla gestione dei fanghi”

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“La vera sfida oggi è migliorare la qualità della vita” sostiene Matteo Macilotti responsabile dei servizi ambientali per la Provincia di Vicenza, nonché sindaco di Chiampo, uno dei comuni del distretto vicentino della pelle. “Ho fortemente voluto avere un ruolo pubblico legato all’ambiente per una passione personale di vita all’aria aperta, montagne e natura”. “Abbiamo lavorato tanto e fatto molto in questi anni, con ritmi di lavoro unici al mondo, ma adesso lo sforzo deve essere rivolto a migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo”.

Per il distretto conciario di Arzignano, Macilotti sogna un riconoscimento globale legato ad una produzione conciaria ad alta sostenibilità. È il mercato che spinge verso questa direzione e una conditio sine qua non per poter continuare ad esistere. La normazione sempre più stringente, la richiesta di certificazioni ambientali, impediscono di fatto alle imprese di trascurare il loro impatto sull’ambiente, anche nei casi in cui non vi sia un imprenditore attento al tema. “Chi non si adegua deve essere isolato” sostiene. Gli imprenditori dal canto loro lamentano una complessità normativa tale da rendere difficoltosa l’applicazione delle norme, multilivello da UE a singola realtà amministrativa, e spesso non adeguate alle BAT (Best Available Techniques ovvero migliori tecnologie disponibili) per le quali auspica meccanismi di adeguamento più rapidi a livello comunitario.  “Strategico è il ruolo dei consulenti, la cui formazione vedo molto migliorata – sostiene – e la specializzazione è ineliminabile viste le norme tecniche di dettaglio”.

Non esiste poi un meccanismo premiale per gli imprenditori più attenti, anche se vale il concetto “chi meno inquina meno paga”. Su questo ritiene che vi siano margini importanti di sviluppo: è ad esempio in corso di definizione un nuovo regolamento della provincia di Vicenza per ricompensare chi diminuisce le emissioni di idrogeno solforato.

Sulla spinosa questione dello smaltimento dei fanghi di conceria (ndr. il distretto sta vivendo un momento critico per la mancanza di spazi di conferimento dei fanghi e il veloce esaurirsi delle discariche) non nasconde la preoccupazione per un sistema che potrebbe collassare. “Se non si risolve il problema della loro gestione, con miglioramenti tecnologici per migliorarne la qualità e diminuirne le quantità, cosi come ad esempio studiato nell’ambito del progetto greenLIFE, si rischia il crash”. Ma le tecnologie ci sono e un bando è in corso: dovrà definire entro la fine dell’anno i passi da compiere.  Attribuisce ad una cronica mancanza di programmazione la situazione limite a cui si è arrivati.

Altro fattore penalizzate per il distretto è la poca rappresentatività in sede UE derivante da scarsa unita`. “Il concorrente non è quello della porta accanto – sostiene Macilotti – ma è il mondo intero e se non ci si muove assieme dialogando non si può pensare di sopravvivere”.

La beffa sarebbe che diventasse proprio la vagamente definita, ingannevole e spesso per nulla eco “eco-pelle”, l’icona e l’alternativa ecologica alla pelle in un prossimo futuro. Quando in realtà basta anche solo pensare alla quantità di rifiuti che finirebbero in discarica se la concia non lavorasse i sottoprodotti dell’industria della carne.

Più comunicazione sui valori della pelle, unione e capacità di dialogo, più ricerca, scienza aperta, diffusione di competenze in una vallata piccola ma che ha sviluppato un know-how inestimabile, ma anche programmazione e specializzazione per Macilotti per un distretto della pelle dal futuro roseo e riconosciuto come una eccellenza green. “Produrre, non deve più rappresentare un concetto antagonista alla cura dell’ambiente” conclude il sindaco.

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