Inspiration for a greener tanning industry from the Arzignano tanning district.

LWG, un protocollo tecnico globale per la sostenibilità ambientale

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13 Nov 2019. Leather Working Group (LWG) un lungo dialogo tra gli stakeholders mondiali del settore pelle ha creato un protocollo per la sostenibilita’ ambientale riconosciuto globalmente.

Deborah Taylor e’ la project manager di Leather Working Group, un gruppo multi-stakeholders di concerie, fornitori di prodotti chimici e macchinari, commercianti, esperti tecnici, rivenditori e marchi, che ha sviluppato un protocollo di verifica della gestione di tutti gli aspetti ambientali, nell’ambito della produzione di pelle conciata.

LWG opera a livello mondiale e attribuisce alle aziende che si sottopongono al suo audit un punteggio che va dalla medaglia di bronzo, argento e oro. “Ma già essere una società auditata è un riconoscimento, significa che l’azienda ha degli standard di base in linea con il nostro protocollo”, spiega Taylor. I vantaggi che derivano per le aziende dall’essere certificate è di poter affermare verso la loro filiera e i propri stakeholders, uno status di azienda attenta all’ambiente. “Vogliamo che la sostenibilità sia contemplata in ogni pensiero strategico quotidiano”, afferma Taylor.

“La forza di questo protocollo è la sua valenza squisitamente tecnica, non c’è nessuna emozione in ciò che facciamo, noi non prescriviamo ma diamo dei punteggi” spiega Taylor. Si tratta di un protocollo tecnico sviluppato negli anni e aggiornato con una certa frequenza per considerare le innovazioni e l’evolversi delle competenze nel processo di concia, priorita’ e nuove sfide.

Il protocollo considera le regolamentazioni in vigore nei vari paesi nel mondo, e nel caso siano più o meno stringenti, tiene in considerazione le più rigorose. “Si tratta di un processo di crescita per le aziende – sostiene – alle quali è fornito un report finale con delle note rispetto ai miglioramenti che potrebbero apportare”. Alla domanda sulle differenze del protocollo LWG rispetto alle ISO risponde: “LWG misura le performance ambientali e i dati correnti, mentre le ISO sono relative alla gestione del sistema, ma non quantificano le performance ambientali”.

LWG realizza un mini audit anche per i fornitori, ma non stila poi un rating per fornitore. In ogni caso, richiede ai brand di avere almeno il 25% dei fornitori certificati LWG entro tre anni dalla certificazione. In caso di violazioni persistenti, LWG può revocare la certificazione.

Alla domanda se considerano o intenderanno considerare anche aspetti di CSR, Taylor spiega che nell’audit c’e’ una regola che permette agli ispettori di fermare il processo di auditing se rilevano qualcosa che non e’ appropriato per una conceria certificata. Inoltre, la nuova edizione del premio “Tannery of the Future – Are You Ready For An Audit?” presenta best practice e linee guida su aspetti sociali. “Ma – spiega – gli aspetti sociali non rientrano nel nostro protocollo e probabilmente non rientreranno perché cio’ significherebbe cambiare l‘intera struttura di LWG, dalle competenze degli ispettori che non sono preparati su questi temi, fino al protocollo, tra l’altro in un ambito in cui culture e percezioni regionali differiscono sostanzialmente”.

La forza di LWG e’ la sua capacita’ di misurare le performance dei produttori di tutto il mondo su esattamente gli stessi criteri.

L’Italia e’ vista come un mercato importante con parecchie peculiarità, la prima è certamente la frammentarietà e il gran numero di aziende. In una visione globale, ogni aspetto caratterizzante una industria nazionale, non e’ comunque considerato.

Proprio quest’ottica globale ha portato a dei risultati concreti, importanti, sui temi della sostenibilità ambientale: approssimativamente il 21% del settore pelle mondiale e’ auditato con circa 12,1 miliardi di litri di acqua e 775 megawatt di energia mediamente risparmiati, ogni anno, dai produttori certificati LWG.

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