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Fashion senza la pelle? Ecco cosa ne pensa Francesca Liberatore

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Francesca Liberatore

Bandire la pelle dal pianeta moda significherebbe, tra l’altro, limitare la creatività che un materiale duttile come questo garantisce ai fashion designer. Abbiamo chiesto a Francesca Liberatore, designer con una solida reputazione nell’universo moda mondiale e che ha fatto dell’uso della pelle uno dei capisaldi delle sue collezioni, in che modo la impiega. “ La uso spesso per l’abbigliamento donna amandone la morbidezza, naturale elasticità e movimento – racconta Liberatore – amo combinarla con maglieria, pelliccia e in usi iconici per riecheggiare periodi specifici riproponendo stereotipi estetici ad essa legati”.

Francesca Liberatore propone interpretazioni diverse di stile e uso del materiale, al quale non rinuncerebbero mai.  “La pelle è effettivamente un materiale unico che si presta a molteplici usi per i molteplici aspetti che può acquisire, in termini di superfici, finissaggi, pesi, per la compattezza, la resistenza e la capacità di modificarsi e assumere forme. Una delle sfide è a livello tecnico perché proprio le sue qualità e le misure diventano variabili estetiche attorno alle quali lo stilista deve progettare, analizzando non solo le forme da raggiungere ma anche attraverso quali tagli e piazzamenti. Penso sia oggi parte integrante del guardaroba, anche attraverso la combinazione con materiali diversi che ne incrementano ulteriormente gli usi e l’appeal”.

Sulla recente decisione della CEO della Helsinki Fashion Week di bandire la pelle dall’edizione 2019 per sottolineare l’esigenza di un life style etico, la stilista parla di limiti nella quantità di prodotti immessi nel mercato e di mantenimento di una esclusività, auspicando che il prodotto rimanga elitario:  “Penso che a monte di un life style etico debbano esserci in primis il desiderio non speculativo o pubblicitario, o la saturazione economica del mercato e che alcuni prodotti come pelle debbano restare nell’alto di gamma e in quanto tali, contenuti nei quantitativi per mantenerne le prerogative di esclusività  e, – sottolinea – questo significa porre dei limiti al guadagno e ai trend che la moda non è sempre stata in grado di gestire”. Pelle è davvero tra gli ambasciatori del Made in Italy nel mondo? Francesca, affermata non solo come stilista ma anche come docente in molte delle più prestigiose scuole di fashion design internazionali lo assicura:  “Sì confermo, il prodotto in pelle italiano viene ancora identificato con classe, savoir faire, alta gamma, artigianato e quindi prodotto di eccellenza nelle varie parti del processo così come in origine”.

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