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E la pelle “ri” diventa un cult

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La campagna very-social rivolta a Gen Z e Millenials di Leather Naturally

Positivi riscontri sulla reputazione del settore da Fernando Bellese De Cesaro dello steering committee di Leather Naturally, un’organizzazione che raggruppa vari stakeholders di settore e che ha tra i suoi obiettivi la promozione globale di un prodotto pelle ad alta sostenibilità. Non ritiene infatti che ci sia alcuna crisi reputazionale, ma sì che l’industria non ha comunicato bene e a sufficienza le qualità del suo prodotto. “Un prodotto che oggi – ritiene Bellese –  si ritrova a competere con molti “bizzarri” concorrenti che non hanno certo le qualità della pelle e che comunque stanno conquistando quote di mercato”.

Se di problemi reputazionali si può parlare – spiega Bellese –  questi sono però limitati ad alcune nicchie di consumatori che cominciano a chiedersi se la pelle sia sostenibile e qui si possono riconoscere due grandi responsabilità dell’industria”. “La prima – ritiene – è che l’industria deve attivarsi per espellere gli operatori che non operano con standard adeguati, anche se sono solo una minima percentuale”. “La seconda – sottolinea – è che il settore deve presentarsi con messaggi più moderni. I consumatori non vogliono sapere che si tratta di un sottoprodotto della carne, ma vogliono sapere che è un prodotto adeguato ai loro stili di vita”.

Sulla campagna di comunicazione che Leather Naturally sta lanciando rivolta ai giovani, Bellese spiega che l’obiettivo è di “ Riconnettere la pelle e i suoi valori alle giovani generazioni”. La pelle come qualcosa di cool, trendy, connessa al fashion, all’arte e ad un life-style intrigante, con una campagna image-based rivolta a Millenials e Generazione z, quindi persone che hanno tra i 18 e i 35 anni. Gli stessi che secondo un report di Bain & Co del 2017, costituiranno il 45% del mercato globale entro il 2025.

Se facciamo tutto noi certamente sbagliamo, saremmo certamente troppo old fashion – sottolinea Bellese – ma i professionisti capaci di comunicare a questi pubblici ci sono e noi li abbiamo individuati: un piano di comunicazione è già pronto a partire”. Ma social media significa anche esposizione e rischio, come gestire eventuali crisi? “Ovvio che comunicare, esporsi, significa rischiare commenti negativi ma è anche vero che questi ci darebbero la possibilità di rispondere in modo chiaro e trasparente, quindi a nostro vantaggio” risponde Bellese.

Una intensa attività di fundraising è già iniziata per finanziare il primo anno della campagna, anche se Leather Naturally auspica che gli operatori, visti i risultati, decidano di continuare a finanziarla per almeno altri cinque anni. “Più l’industria comunicherà e più avrà successo”. Ma perché gli operatori dovrebbero appoggiare una campagna di settore invece che impegnarsi in una campagna propria, a favore della propria azienda? “Perché – conclude Bellese – più il prodotto sarà ricercato e maggiore saranno le opportunità di crescita per tutti, ma se l’industria non comunica, avremmo invece tutti molto da perdere”.

Per informazioni sulla campagna scrivere a info@leathernaturally.org

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