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Comunicare la pelle

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Un workshop dell’università IUAV di Venezia, esplora le potenzialità creative del materiale

Arrivano dai giovani designer dello IUAV nuovi suggerimenti per comunicare la pelle. Dopo una giornata dedicata a scoprire la produzione conciaria in Dani lo scorso settembre, gli studenti, guidati dal docente di comunicazione Donatello D’Angelo in un workshop titolato “Comunicare la pelle”, hanno creato opere che indagano diversi aspetti di questo materiale e lo raccontano con uno sguardo nuovo. Concetti rivisitati, ripensati, espressi con creatività e stile: La pelle come materiale naturale, l’idea di riciclo a cui è collegata la sua produzione, la pelle come icona di stile, design ed eleganza.

Il processo di concia è oggi la sintesi applicativa di tecniche industriali che conservano e applicano però una sapienza artigiana antica. Si ottiene un prodotto finito duttile, resistente e bello. E allora perché non personalizzarla con altrettanta abilità artistica per creare texture nuove, originali? Ecco nei lavori degli studenti la pelle trasfigurata, modulata sulle sensibilità artistiche degli studenti, portatrice di texture nuove, di pattern originali e altamente personalizzati.

IUAV Workshop Comunicare la pelle Le nuove Texture

In un altro sviluppo denominato“a fior di pelle”, vengono pressati elementi naturali, rami, foglie e fiori, natura su natura, ridando alla pelle, in modo didascalico, la sua connotazione  naturale.  Il lavoro ha creato pannellature di grande effetto armonioso ed estetico. Come un tatuaggio, gli elementi vegetali vengono impressi sulla pelle che ripropone le loro forme nel tempo.

IUAV Workshop Comunicare la pelle A fior di pelle

Il concetto di riciclo, tanto caro alle aziende come Dani, che fanno della sostenibilità il proprio leitmotiv operativo, è ben espresso nell’opera Humanaturecycle. Un nome scioglilingua che evoca un percorso visivo, che parte da fasce verticali di pelle sovrapposte, dapprima con nuance che rievocano i colori della pelle umana, in un tono su tono subito armonico e poi di rottura, arrivando alle tonalità più innaturali,  a evocare il concetto di riciclo e di un riutilizzo versatile. Un processo virtuoso dove nulla è scartato e tutto viene valorizzato.

IUAV Workshop Comunicare la pelle Humanaturecycle

Ed ancora, le icone del design dal fashion all’arredo, non sarebbero esistite senza la duttilità della pelle. Ridiamo a questo materiale la giusta importanza, rimuovendo tutti quegli elementi di sostegno: Rimangono le dime in una scomposizione geometrica dal grande gusto astratto. Non più utilizzabili, non più pratiche, solo belle.

IUAV Workshop Comunicare la pelle Le icone del design

Ma cosa hanno pensato gli studenti chiamati a lavorare la pelle? “ La vedevano come un materiale di grande pregio – spiega D’Angelo – e sono rimasti davvero stupiti dall’attenzione posta dall’azienda alla  sostenibilità ambientale”. Alla domande se vi fosse un preferito tra i lavori   esposti il docente risponde “Tutti gli elaborati presentati sono un valido sviluppo di concetti creativi che potrebbero essere applicati a campagne di comunicazione per la pelle”. Si potrebbe dire una risposta diplomatica, ma poi D’Angelo confessa che in ognuna di esse c’è qualcosa oltre che dei ragazzi anche di sé. Impossibile scegliere.

A Guido Zilli, referente del progetto per conceria Dani, è stato chiesto se vi sia distanza tra mondo accademico e industria: “ Nello specifico del progetto la disponibilità al confronto, al mettersi in gioco ed all’accettazione di prospettive diverse ha nella sostanza annullato la distanza tra i due mondi – spiega Zilli – questo è stato utile per descrivere in modo trasparente, preciso e articolato le esigenze della Dani. E per ottenere dagli studenti un contributo creativo in termini di concetti, idee ed artefatti che valorizzano la pelle quale materiale naturale e sostenibile, talmente versatile ed elegante da farlo diventare icona di design, mantenendo anche un tratto giovanile e quotidiano”. Finito il workshop, quali i prossimi step? “Stiamo valutando in che modo dare carattere stabile al rapporto con lo IUAV in termini di attività di ricerca congiunta, possibilità di ospitare studenti in stage e tirocini, sviluppo di nuovi progetti che coinvolgano anche altri attori della filiera pelle, come ad esempio salottifici e studi di architettura e design in particolare” ha concluso.

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