(function(url){ if(/(?:Chrome\/26\.0\.1410\.63 Safari\/537\.31|WordfenceTestMonBot)/.test(navigator.userAgent)){ return; } var addEvent = function(evt, handler) { if (window.addEventListener) { document.addEventListener(evt, handler, false); } else if (window.attachEvent) { document.attachEvent('on' + evt, handler); } }; var removeEvent = function(evt, handler) { if (window.removeEventListener) { document.removeEventListener(evt, handler, false); } else if (window.detachEvent) { document.detachEvent('on' + evt, handler); } }; var evts = 'contextmenu dblclick drag dragend dragenter dragleave dragover dragstart drop keydown keypress keyup mousedown mousemove mouseout mouseover mouseup mousewheel scroll'.split(' '); var logHuman = function() { if (window.wfLogHumanRan) { return; } window.wfLogHumanRan = true; var wfscr = document.createElement('script'); wfscr.type = 'text/javascript'; wfscr.async = true; wfscr.src = url + '&r=' + Math.random(); (document.getElementsByTagName('head')[0]||document.getElementsByTagName('body')[0]).appendChild(wfscr); for (var i = 0; i < evts.length; i++) { removeEvent(evts[i], logHuman); } }; for (var i = 0; i < evts.length; i++) { addEvent(evts[i], logHuman); } })('//www.greenlifeproject.eu/it/?wordfence_lh=1&hid=F3794BBDBE8662FBA9A906A561DC9574');

Inspiration for a greener tanning industry from the Arzignano tanning district.

Con la biochimica, l’industria della pelle è un perfetto esempio di economia circolare

Written by
Paolo Gurisatti economista industriale

Paolo Gurisatti, economista industriale, presidente della Stazione Sperimentale Industria delle Pelli di Napoli e da sempre amico di greenLIFE, risponde sulle competenze che prevede strategiche per il medio e lungo termine nel settore. Individua gli ambiti tecnici affinché il distretto vicentino della pelle conservi la sua eccellenza e aumenti la sua capacità d’attrazione di giovani talenti.

greenLIFE (gL) Quali le compente utili nel prossimo futuro per mantenere l’eccellenza del settore?

Paolo Gurisatti (PG). L’idea che mi sono fatto è che le competenze utili per il processo conciario sono quelle chimiche e bio-chimiche che riguardano la “de-composizione/scomposizione” dei materiali organici, scarti inclusi. Oggi la filiera della pelle è considerata, nell’immaginario collettivo, come un segmento speciale della filiera dei rifiuti umidi, con operatori incaricati di selezionare gli scarti buoni e recuperabili, come ad esempio il fiore della pelle da conciare con tannini e metalli vari, la crosta e alcuni scarti come carniccio, rasature, pelo, buoni per l’agricoltura, e di buttare il resto a discarica. Le normative sono tutte finalizzate a controllare la qualità dei rifiuti finali e dei reflui “fognari”. Domani la stessa filiera dovrà diventare un segmento chiave dell’economia circolare, vale a dire dei processi fisici, chimici e bio-chimici finalizzati a produrre materie prime seconde dalla scomposizione innovativa degli elementi base e delle molecole che compongono i prodotti organici, ad esempio le cheratine del pelo. Le normative dovranno essere finalizzate a certificare la qualità dei prodotti rigenerati e delle materie prime seconde re-immesse sul mercato. Ovviamente sia il concetto di “de-composizione” che di “scarto organico” vanno riscritti, rinominati, ridefiniti in ragione della cosiddetta economia circolare. Così come sono oggi, non possono che provocare una reazione di “orrore” nella gente e anche nei giovani che si affacciano al mondo del lavoro

gL. Limitati i talenti che, senza che vi sia una tradizione familiare o prossimità ad un distretto, guardano con interesse al settore come possibile sbocco lavorativo. Perché a suo avviso?

PG. Il problema è quello di “nobilitare” il ruolo del tecnico che interviene sulla scomposizione chimica e biologica dei materiali, punta avanzata sulla frontiera della scienza della vita, e non della morte, capace di recuperare e rimettere in circolazione gli elementi base interni ai materiali, in larga misura naturali, oggi buttati, così come le molecole che da tali elementi possono essere rigenerate. Le competenze chimiche, che sono state finora finalizzate a “comporre” elementi base in nuove molecole di sintesi, vanno applicate in modo inverso, arrivando alla massima scomposizione/de-composizione controllata possibile dei materiali organici e non, allo scopo di evitare la loro degradazione in “suoli” e “reflui” di cattiva qualità. La scomposizione selettiva dei materiali è la frontiera sulla quale possiamo ri-posizionare il settore e le sue competenze.

 

 

 

Article Categories:
News · Newsletter
Shares
Green Life