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Inspiration for a greener tanning industry from the Arzignano tanning district.

A Northampton, all’ICLT, la sostenibilità cuore dell’insegnamento

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Noi non insegniamo come si fa la concia delle pelli, quanto piuttosto come si potrebbe fare, si dovrebbe fare e come auspichiamo si facesse, ma poi sta a ogni studente, proveniente da ogni parte del mondo, portarsi a casa prima di tutto la capacità di porsi domande” rimarca il professore emerito Tony  Covington, più di 40 anni orgogliosamente dedicati all’insegnamento della materia e Direttore della ricerca all’Institute for Creative Leather Technologies (ICLT), riluttante a lasciarlo andare in pensione.

Qui, in tre anni intensi, si studiano i fondamenti scientifici della concia delle pelli ma anche a comprendere l’industria nella sua interezza. Richiama studenti da tutto il mondo in un contesto “super diverse”. “E’ incoraggiante – sottolinea Rachel Garwood, direttrice dell’istituto – veder salire le percentuali di studenti inglesi a quasi il 10% di oggi, segno che l’industria, considerata al tramonto, è invece ben al di là dal tramontare e ridiventa interessante anche per i britannici”. Northampton, 100 km a nord di Londra, qualche decennio fa un florido centro della concia della pelle, oggi di quell’industria rimane poco e le aziende presenti sono principalmente del settore calzaturiero. Restano invece le competenze e la storia più che centenaria di una struttura che, inserita nel contesto della University of Northampton (UoN), sfrutta l’interrelazione con l’ampia varietà di discipline insegnate: dalla scienza al fashion, dal design alla storia, fino alla psicologia. E si trasforma, nel 2009, da British School of Leather Tecnology (BSLT) in Institute for the Creative Leather Technologies (ICLT), ad indicare la sua forte connessione con il fashion, il calzaturiero e il product design.

Un “re-brand” per far comprendere all’istante gli sbocchi molteplici ed interessanti, che ne accresce il glamour, diventa molto più attraente per il settore creativo.

Un tasso di occupazione al 100% dagli ultimi 7 anni ( entro 6 mesi i diplomati sono impiegati o continuano gli studi) segnala che gli studenti sono pronti per l’industria. Bene per Kingslay Aceyei, 25 anni e Daniele Biolo, 21, partiti da Arzignano e alla conclusione del triennio di corso. Abbiamo chiesto loro come si sono trovati: “Il corso è intenso e interessante – raccontano – c’è molta libertà nell’approfondire le materie e una ricca libreria a disposizione con volumi preziosi: è nostra la responsabilità di andarci a cercare le informazioni”. Entrambi sperano in un lavoro a breve, contenti dell’esperienza che ha dato loro competenze tecniche, la carta non banale di una buona conoscenza dell’inglese oltre ad un invidiabile network internazionale.

E il futuro dell’istituto e dell’insegnamento? “Necessariamente in senso green – spiega Rachel – in ogni modulo d’insegnamento è contemplato il tema della sostenibilità, ma è prima di tutto un valore portante dell’intera università”. La UoN è stata la prima università britannica premiata Ashoka ( una non profit internazionale che promuove l’imprenditoria sociale). Ogni singolo programma di ricerca portato avanti all’interno dell’istituto ha nel cuore il tema della sostenibilità, che è compreso in ogni anno di studi con, al terzo anno, anche un approfondimento sugli scenari macro relativi alla sostenibilità dell’industria nel suo complesso.

E a proposito di aspetti macro, su Brexit la direttrice commenta “Certamente – sottolinea – non fermerà la collaborazione con le industrie europee”.

L’ICLT, ci avvisano, cambierà sede nel giro di un anno e mezzo, in una nuovissima struttura bene attrezzata in centro alla città, come parte del più ampio progetto da 330 milioni di sterline della UoN Waterside. Questo è un chiaro segnale dell’impegno per il futuro dell’insegnamento e per la  missione dell’ICLT di continuare ad essere un leader nella formazione di graduati pronti per l’industria e nel supporto alla filiera globale della pelle.

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