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Lavorare in conceria, un’impresa entusiasmante

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“Lavorare in conceria può essere un’impresa entusiasmante” sottolinea Giancarlo Dani, presidente di Conceria Dani, nella seconda delle interviste realizzate sul tema scuola, formazione e occupazione nella filiera pelle.

greenLIFE Quali sono le figure professionali oggi più ricercate? E fra 2-3 anni saranno ancora le stesse?

Giancarlo Dani.  La rilevanza che il settore automotive ha assunto negli ultimi anni ha indirizzato la ricerca verso figure che abbinino competenze tecniche e gestionali (es. ingegneri gestionali). A queste si affianca la necessità di ampliare il numero di figure tecniche di elevato spessore quali laureati in chimica o ingegneria chimica. Rimangono comunque fondamentali figure che arrivino in azienda già con una buona preparazione in ambito conciario quali i periti e, in prospettiva, i diplomati dell’ITS. Negli anni a venire è possibile una maggiore richiesta, rispetto ad oggi, di figure esperte in marketing, organizzazione del personale, gestione di progetti, sostenibilità. A queste si affianca la ricerca di operai che sappiano o vogliano apprendere a lavorare in contesti sempre più strutturati e lontani dai luoghi comuni che vedono la conceria come un ambiente insalubre.

gL. Quali caratteristiche personali e professionali cercate nei neoassunti?

GD. Buona preparazione di base, disponibilità a sporcarsi le mani, capacità di lavorare in gruppo, volontà di aggiornarsi ed ampliare le proprie conoscenza.

gL. In che modo collaborate con l’ITIS Galilei di Arzignano?

GD. Collaboriamo a cicli seminariali rivolti agli studenti e riguardanti temi quali bilancio di  sostenibilità, nuove tecnologie produttive, Life Cycle Assessment,etc. Abbiamo coinvolto l’ITIS in alcuni progetti di ricerca e di formazione, alcuni dei quali finanziati dall’Unione Europea e dalla Regione Veneto, nei quali insieme all’istituto abbiamo organizzato gli eventi di comunicazione. Ospitiamo ragazzi dell’ITIS per gli stages previsti nell’ambito dell’alternanza scuola / lavoro.

gL. Con quali università collaborate? Che cosa riguarda la collaborazione con le università?

GD. Collaboriamo principalmente con le Università di Padova e Venezia. Stiamo iniziando a valutare la possibilità di attivare collaborazioni con altre università, sia italiane che straniere. La collaborazione riguarda la realizzazione congiunta di ricerche riguardanti i processi conciari e ricerche di carattere socio-economico. Inoltre ospitiamo ragazzi che svolgono presso di noi la tesi di laurea, su aspetti specifici del nostro settore.

gL. La scuola e l’università sono un canale importante nei vostri processi di ricerca e selezione?

GD. Abbiamo vari canali di selezione, sia formali che informali. Scuola e università sono due canali importanti; soprattutto attraverso gli stage abbiamo modo di conoscere in modo approfondito le persone e quindi comprendere se può esservi un reciproco interesse ad un rapporto di collaborazione.

gL. Perché un giovane dovrebbe scegliere di lavorare in Conceria Dani? Cosa offre di interessante la sua azienda e come trattiene i talenti?

GD. Vorrei generalizzare il discorso al settore e dire che lavorare in conceria può essere un’impresa entusiasmante per vari motivi, tra cui:

  • contribuire a realizzare un prodotto bellissimo; quando faccio visitare la conceria, dico sempre alle persone di tenersi in mente come è una pelle grezza e vederne l’evoluzione nei vari stadi produttivi, fino a diventare un prodotto unico
  • l’estrema varietà delle situazioni che devono essere quotidianamente affrontate, in tutti gli ambiti: acquisti, produzione, vendite, ricerca; non ci si annoia mai
  • la possibilità di contribuire allo sviluppo di un settore ancora oggi, per certi versi, arretrato per quanto riguarda l’adozione di metodologie e strumenti e quindi bisognoso di competenze di spessore

gL. Un consiglio ad un giovane che vuole lavorare nel suo settore.

GD. Aver voglia di imparare e disponibilità ad impegnarsi a fondo, mantenersi aperto a tutti gli stimoli che arrivano dall’esterno e sviluppare una grande disponibilità ad ascoltare e ad apprendere gradualmente, perché tanti aspetti del nostro lavoro hanno un carattere artigianale tramandabile solo con tempo ed esperienza.

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