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Le Good Manufacturing Practices nel sistema pelle

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“Sarebbe auspicabile applicare metodologie di Good Manufacturing Practices nel sistema produttivo conciario mutuando, per esempio, dai settori dell’agrifood e cosmetico”.  Questo sostiene Roberto Vago, del dipartimento tecnologico di ASSOMAC, l’associazione italiana dei costruttori di tecnologie per conceria, affinché siano introdotti standard operativi replicabili, che prendano in esame in modo olistico il tema della sostenibilità e che siano applicabili al maggior numero di industrie della filiera della pelle.

Cosa comporterà questo per le tecnologie conciarie è espresso, secondo Vago, in una serie di caratteristiche già in dotazione su molte macchine. L’esperto le racconta, trasformando la parola INDUSTRY in acronimo di Interfaccia Intuitiva, Networking di filiera, Data Exchange e comunicazione, User friendly e riproducibilità, Serviceable cioè funzionale e con una manutenzione predittiva, Tracciabilità della produzione, uso della Robotica ed infine capaci di garantire un rendimento, Yield, in termini di performance e qualità.

“Le tecnologie del settore pelle hanno spazi di sviluppo soprattutto importando ed adattando quanto già viene sviluppato per altri settori similari, come il tessile” – sottolinea Vago – “Bisogna quindi mantenere un approccio aperto, perché il limite al loro sviluppo non è dato tanto dalla dimensione d’impresa, quanto piuttosto dalla tendenza alla chiusura verso le novità, tipica di un approccio artigianale”. Altro problema che individua è relativo al percorso formativo degli  ultimi 30 anni che ritiene abbia annullato le competenze tecniche che qualificavano i settori manifatturieri “Oggi recuperare questo gap significa investire nel consolidamento del know-how degli esperti rimasti”.

Cosa sogna per questo settore e per il suo lavoro nel futuro? “Domanda difficile, personalmente cerco nel mio ruolo di divulgatore di fare in modo che le esperienze non si disperdano perché l’Italia in questo settore deve consolidare un ruolo da leader e questo credo che oggi si possa fare solo presentando e non nascondendo le capacità frutto di una lunga storia di esperienze”.

 

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