GreenLIFE mira ad una riduzione del 20% dell’uso di acqua

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La lavorazione della pelle richiede molta acqua. Attorno alla seconda metà del 1800, proprio la presenza di numerosi corsi d’acqua che dalle Prealpi venete e dalle colline della valle del Chiampo scorrevano fino alla pianura, fu uno dei motivi che favorì lo sviluppo dell’industria della concia ad Arzignano. Negli ultimi decenni, l’efficienza del sistema di depurazione di Arzignano ha consentito di filtrare e togliere dalle acque di lavorazione delle pelli percentuali prossime al 100% dei solidi sospesi, dell’azoto, del cromo tre e del COD. Il miglioramento dei processi produttivi ha anche permesso di ottimizzare l’uso dell’acqua che si pone come vero collo di bottiglia alla produzione, avendo ogni conceria limitate quote di concessione da utilizzare, stabilite dal gestore del servizio idrico consortile. Oggi l’industria conciaria vuole operare con ancora maggiore attenzione nei confronti di questa preziosa risorsa e tra gli obiettivi di greenLIFE c’è l’ottimizzazione del suo uso, attraverso il riutilizzo dei bagni di processo. L’obiettivo è un risparmio della risorsa acqua di almeno il 20%.

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L’acqua è vita
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